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Ascensori per disabili: quali sono le caratteristiche

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Dotare la propria casa di un ascensore per disabili si rivela una soluzione vincente per dare autonomia e migliorare la qualità della vita.
Sono molte le soluzioni che il mercato offre, a seconda del budget a disposizione e dello spazio per ubicare la cabina.

Immagina una soluzione comoda e non troppo ingombrante, che non richiede permessi se installata all’interno e capace di garantire il massimo della sicurezza.
Vediamo però quali sono le caratteristiche che deve possedere un ascensore per disabili per essere considerato pratico e funzionale, così da valutare il migliore rapporto qualità-prezzo in circolazione.

Ascensori per disabili, quali sono le normative?

La questione della disabilità e dell’abbattimento delle barriere architettoniche sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni, con il Governo Italiano e gli Organi Europei che si stanno battendo per il diritto di movimento e di accessibilità.
Per questo motivo è stata varata la Convenzione O.N.U. sui diritti delle Persone con disabilità nel 2009, che prevede non solo la necessità di muoversi liberamente tra le mura domestiche, ma di poter anche accedere a tutti i luoghi pubblici come gli uffici e le strutture ricettive, come hotel e ristoranti.
Ancora, sono stati promossi nel tempo diversi incentivi per uniformare locali e attività a questa esigenza, realizzando bagni spaziosi e adatti e soprattutto ascensori che prevedano l’ingresso della sedia a rotelle.

Per quanto concerne il concetto di barriera architettonica, questo è chiarito dalla Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1996, n. 503, considerandola un ostacolo fisico che non è possibile valicare per una disabilità momentanea o permanente.
Inoltre, sono inserite in questo ambito le mancate segnalazioni per quanto concerne il percorso e le frapposizioni, così da arrecare un disagio e mettere la persona in una condizione di potenziale pericolo.

La normativa da prendere invece come riferimento per quanto concerne la grandezza dell’ascensore è il D.P.R.503 del 24 luglio 1996, che determina un’ampiezza di un minimo di 800×1200 millimetri fino a 1400 x1500 millimetri, da selezionare a seconda del contesto oppure della realtà residenziale.
La scelta del modello dipende dal tipo di disabilità specifica che si deve affrontare o, nel caso di locali pubblici, si opta per una tipologia generica che possa andare bene per di diversi target di clientela.

Quali sono le dimensioni minime per un ascensore per disabili?

Un ascensore per disabili deve possedere delle specifiche caratteristiche, la prima delle quali è una dimensione minima che varia a seconda del tipo di edificio.
Se ci riferiamo a un immobile non residenziale, allora la profondità deve essere di 140 cm e la larghezza di 110 cm, con 80 cm di luce proveniente dalla porta.
Se invece lo stabile è di tipo residenziale, allora le dimensioni minime sono di 130 x 95, con la necessità di un’area antistante di 150×150, così da consentire il transito del mezzo di trasporto su due ruote.

Questa consente il passaggio di una sedia a rotelle di medie dimensioni e soprattutto la possibilità di trasportare l’attrezzatura idonea alla cura del disabile.
La grandezza massima arriva fino a 1400 x1500 millimetri, solitamente meno adatta alla dimensione domestica e a una casa di metratura nella norma.
Il secondo elemento da tenere in considerazione è la sicurezza dell’abitacolo, che deve essere dotato di un sistema d’allarme situato alla giusta altezza, in modo che tutti abbiano la possibilità di chiedere aiuto in caso di bisogno.

Se parliamo di un ascensore domestico, potrai optare per del vetro temperato, in modo che l’interno sia visibile dall’esterno e si possa intervenire in ogni momento.
L’importante è affidarsi a una ditta seria, che si serva solo di materiali di ultima generazione, resistenti all’usura e alle sollecitazioni, capaci di sopportare il peso e che richiedano una manutenzione ordinaria nella norma.

Questa deve comunque essere eseguita periodicamente da parte di un tecnico specializzato, che possa verificare il sistema di sicurezza e la tenuta dell’abitacolo, sostituendo le componenti usurate per evitare incidenti.
Tra le caratteristiche essenziali di un ascensore per disabili troviamo le porta automatiche, che devono essere poste sia al piano sia all’interno, così come i sensori di movimento e di passaggio, per evitare che la sedia a rotelle possa rimanere incastrata all’interno.
L’allarme deve essere posto a 110-130 cm di altezza, così che anche coloro con ridotta mobilità e che non si possono alzare abbiano la possibilità di premere il pulsante e ricevere l’assistenza della quale necessitano.

La pulsantiera di comando deve possedere degli allarmi sonori e la dicitura in braile di ogni piano e funzione, per accogliere ogni genere di disabilità e consentire anche agli ipovedenti di salire sulla cabina.
Molto importante, soprattutto in presenza di sedia a rotelle, è che il pavimento sia perfettamente in piano rispetto all’uscio e si allinei al momento dell’arrivo dell’ascensore, così che si possa entrare senza incontrare ostacoli.

Lo stazionamento al piano prevede la chiusura delle porte, che si aprono in automatico solo dopo aver spinto l’apposito tasto laterale alla cabina.
Infine, non dimenticare di posizionare delle luci di emergenza, che si attivano se viene meno la corrente o se si verifica qualche malfunzionamento mentre ci si trova dentro l’abitacolo.
Non è obbligatorio ma sicuramente molto utile il corrimano, che permette di avere una maggiore stabilità se si affrontano delle difficoltà motorie.

Dove può essere installato un ascensore per disabili

L’ascensore per disabili può essere installato sia in un immobile di tipo residenziale sia in un palazzo non deputato a questo uso, come ad esempio le strutture ricettive o gli uffici pubblici.
Quello che cambia sono le dimensioni minime obbligatorie, che scendono nella prima tipologia e salgono nella seconda, per rendere più universale l’abitacolo e adatto anche a coloro che hanno sedie a rotelle di grandi dimensioni.

Per installarlo in un contesto condominiale è necessario chiedere l’autorizzazione degli altri condomini e presentare una pratica al comune, essendo una modifica del palazzo.
Questo sia per quanto concerne una nuova installazione, sia una revisione della vecchia e un adattamento alla legislazione vigente.
Se invece si decide di porre un ascensore tra le mura domestiche, senza che sia visibile all’esterno, allora si potrà procedere in totale autonomia e non ci sarà bisogno di consultare alcun organo competente, avendo solo l’accortezza di scegliere un modello adatto a livello di dimensioni e di capienza.

Pertanto, il primo passo da compiere è richiedere un accurato preventivo di spesa, che possa tenere conto delle esigenze e del budget a disposizione, optando per materiali di ultima generazione, funzionali ma anche gradevoli dal punto di vista estetico.
La ditta che si occupa dell’installazione solitamente gestisce pure la manutenzione ordinaria e straordinaria del prodotto, stipulando un contratto per controlli periodici di sicurezza.
L’ascensore deve essere per legge revisionato dopo alcuni mesi, per stabilire quanto sia sicuro e se ogni elemento funzioni alla perfezione, come ad esempio il sistema di richiesta di aiuto dall’interno.