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Elevator shaft maintenance. cable control

Sostituzione delle funi dell’ascensore

Le funi dell’ascensore sono una parte importante della sicurezza degli elevatori elettrici. Agganciate alla parte superiore della cabina, consentono la corsa al piano sostenendo il peso dell’ascensore. E’ evidente quanto siano importanti sia per il funzionamento sia per la sicurezza, al punto che, raggiunto un certo grado di degrado, devono essere interamente sostituite per garantire la sicurezza dell’impianto.

 

Come sono fatte le funi dell’ascensore

Le funi dell’ascensore sono composte da trefoli formati da fili di acciaio al carbonio avvolti attorno a un’anima tessile, che garantisce una maggior flessibilità della fune oltre che fungere da serbatoio per il lubrificante.

L’anima in passato era realizzata con fibre vegetali, come la canapa. Ora è costituita da fibre tessili sintetiche, come il polipropilene.

Ogni fune ha un grado di resistenza alla trazione espresso in N/mm2, che tiene conto della resistenza alla trazione dei fili esterni, secondo la norma EN 12385-5 ed è riportato dal produttore. Quando ci troviamo alla presenza di una fune di grado 1570 N/mm2, significa che il limite di rottura della fune è 1570 N/mm2, circa 160 kg/mm2.

La scelta di una fune, quindi, deve tenere conto del carico d’esercizio dell’impianto, e in fase di progettazione di norma sono sovradimensionate per avere un margine di sicurezza e una maggior durata.

 

Cause di degrado delle funi dell’ascensore

Una fune correttamente dimensionata e con un esercizio dell’impianto normale ha una lunga durata, che può arrivare in certi casi fino a trent’anni. Mediamente si considera la vita utile delle funi sui 15 anni di esercizio.

Le cause di degrado più comuni si possono ascrivere a usura e corrosione.

L’usura può essere maggiore quando l’ascensore è sovraccaricato o se ne fa un uso molto frequente, mentre la corrosione è più difficile da identificare, e può estendersi ai fili interni non visibili.

In ogni caso il diametro della fune deve essere costante, e qualora si verificasse una riduzione del 10% in alcuni tratti, la fune va sostituita. Così come se a un controllo visivo si riscontrano fili rotti per una sezione complessiva maggiore del 10% della sezione metallica della fune, come sancito dal DPR 1497 del 29 maggio 1993.

 

Metodi di controllo delle funi

A ogni intervento di manutenzione ordinaria, come sancito dal DPR 162/99, si devono verificare le condizioni delle funi.

Ciò avviene in due modi: con il controllo visivo o con il controllo magneto-induttivo.

Il controllo visivo

Durante la manutenzione, l’addetto si reca nel locale macchine e mette in moto l’ascensore. Viene fatta una corsa completa dell’ascensore e, mentre i cavi scorrono nella puleggia, con l’ausilio di un legnetto di frassino controlla se vi sono fili rotti o cavi di dimensione ridotta. E’ un sistema che è utilizzato si può dire da sempre in campo ascensoristico e ha una sua validità data dall’esperienza e dall’efficacia dimostrata negli anni.

Nel caso l’ascensore non possedesse un locale macchine, il controllo visivo è eseguito piano per piano. Se riscontrasse dei fili rotti, dovrà prendere nota della posizione e riportare il numero dei fili rotti individuati.

Durante l’ispezione visiva, oltre a riscontrare i fili esterni del trefolo rotti, il manutentore deve valutare la dimensione della fune, che non dovrà essere di dimensioni ridotte rispetto alle altre.

I risultati del controllo visivo sono soggettivi, non misurabili esattamente e, in quanto tali, suscettibili di contestazioni.

In altro metodo d’indagine delle funi, invece, è il controllo magneto-induttivo.

E’ un sistema nato negli anni 50 che si basa sul controllo delle funi tramite campi magnetici. La fune scorre mentre l’apparecchio emana un campo magnetico collegato a un sensore che misura la risposta dei segnali. Il controllo è registrato e stampato. Graficamente si presenta come un tracciato in cui i picchi segnalano la presenza di difetti nella fune.

Alla fine del controllo è redatta una relazione tecnica esaustiva sullo stato della fune, che consente di determinare con una buona precisione i difetti e se la fune è suscettibile di una sostituzione o meno.

Questo metodo è usato obbligatoriamente sugli impianti di trasporto a fune come funivie o altri impianti di risalita.

Recentemente è stato introdotto come metodo di verifica delle funi nella UNI ISO 4309, la normativa per il settore del sollevamento merci.

A differenza del controllo visivo, il controllo magneto-induttivo si basa su dati strumentali, quindi oggettivi e non contestabili.

 

Come avviene il cambio delle funi

Il cambio delle funi è un’operazione complessa. Si deve innanzitutto bloccare la cabina sulle guide e puntellare il contrappeso così da poter accedere al vano ascensore in totale sicurezza. Si rimuovono quindi le funi usurate e si sostituiscono.

Le nuove funi saranno collegate alla cabina e al contrappeso mediante un sistema di fissaggio di sicurezza, normalmente una piombatura a bicchiere o un fissaggio a cavallotto con almeno tre morsetti.

Si procede, quindi, a contrassegnare in modo indelebile i vari piani di fermata. Ultimata la sostituzione, prima di consegnare la certificazione di conformità, sarà eseguito un nuovo controllo per verificare la correttezza dell’operazione.

Il costo della sostituzione delle funi, quindi, è variabile secondo il numero dei piani serviti, e comprende sia la fornitura delle funi che la manodopera necessaria per la sostituzione. Non è quindi comparabile con altri tipi d’impianto, o ascensori che servono un numero di piani inferiore o superiore.

 

Come si dividono i costi del cambio delle funi.

Il cambio delle funi come abbiamo visto, è un intervento che deriva dai controlli ordinari dell’ascensore, quindi soggetti al DPR 162/99, il quale imputa la responsabilità degli interventi di manutenzione ordinaria al proprietario, e all’art. 15 comma b) il decreto riporta:

“ verificare lo stato di conservazione delle funi e catene”. Trattandosi quindi di ordinaria manutenzione dell’ascensore i costi riguardanti la verifica delle funi sono imputabili all’inquilino.

Mentre per quanto riguarda la sostituzione delle funi, la competenza delle spese relative non appare in nessun testo legislativo. La carenza normativa può essere compensata dal regolamento condominiale. Di norma i costi del cambio delle funi, essendo necessarie al corretto funzionamento dell’ascensore, spettano all’inquilino. L’usura delle funi è quindi parificata alla manutenzione ordinaria della cabina. Unica eccezione se le funi devono essere sostituite per difetto, in tal caso il costo ricade interamente sul proprietario.