Incentivi fiscali per l’ammodernamento degli ascensori a Milano: guida ai bonus 2025 e cosa cambia nel 2026
Cosa prevede il bonus barriere architettoniche 2025 per gli ascensori
Il bonus barriere architettoniche 2025 è una detrazione fiscale del 75% che permette di recuperare una parte consistente delle spese sostenute per l’ammodernamento o l’installazione di impianti destinati a favorire l’accessibilità negli edifici esistenti. Tra questi rientrano pienamente gli ascensori e i servoscala, purché siano progettati in modo da facilitare il movimento di persone con disabilità o mobilità ridotta.
La misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2025, diventando uno degli strumenti fiscali più vantaggiosi per i condomìni milanesi che intendono aggiornare o sostituire i loro impianti elevatori.
Chi può beneficiare del bonus e quali interventi sono ammessi
Il bonus barriere architettoniche al 75% è stato introdotto con l’art. 119-ter del Decreto Rilancio (DL 34/2020) ed è rivolto a chiunque intenda realizzare interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti, senza che sia necessaria la presenza di una persona con disabilità certificata nell’immobile. Questo aspetto lo rende particolarmente interessante per i condomìni, che possono così intervenire a vantaggio di tutti i residenti, migliorando accessibilità e valore dell’edificio.
Beneficiari ammessi: privati, condomìni, imprese
Il bonus può essere richiesto da:
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Persone fisiche: proprietari, usufruttuari, nudi proprietari, comodatari, locatari
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Condomìni: per interventi sulle parti comuni (es. vano scala, ascensore condominiale)
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Imprese e professionisti: se l’intervento avviene su immobili residenziali
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Enti del Terzo Settore: fondazioni, associazioni no-profit, cooperative sociali
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IACP e cooperative edilizie: se gestiscono immobili ad uso abitativo
Nota importante: non è obbligatorio che il beneficiario sia residente nell’immobile; conta essere titolare di un diritto reale o personale sull’immobile oggetto dell’intervento.
Tipologie di immobili ammessi
Gli interventi devono riguardare edifici già esistenti. Non sono ammessi gli immobili in costruzione o le nuove realizzazioni. Rientrano invece:
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Condomini (sia piccoli che grandi)
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Case singole o bifamiliari
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Villette a schiera
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Unità immobiliari ad uso residenziale in contesti misti
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Edifici con destinazione parzialmente commerciale (es. negozio al piano terra)
Interventi ammessi: elenco dettagliato
Il bonus copre una vasta gamma di interventi finalizzati a migliorare l’accessibilità, la fruibilità e l’autonomia di movimento all’interno degli edifici. Gli interventi devono rispettare i requisiti previsti dal DM 236/1989, che definisce gli standard tecnici per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Ecco un elenco dettagliato di interventi ammessi:
1. Installazione di ascensori nuovi
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In edifici esistenti che ne sono privi
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In vani scala o cortili interni
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Con soluzioni a basso impatto visivo o strutturale
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Anche in edifici storici, se autorizzati dalla Soprintendenza
2. Ammodernamento o sostituzione di ascensori esistenti
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Adeguamento della cabina (dimensioni minime per carrozzina)
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Introduzione di comandi accessibili (pulsanti Braille, indicazioni sonore)
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Sostituzione della pulsantiera con comandi retroilluminati
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Apertura automatica delle porte
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Cabine con piano antiscivolo e corrimano
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Aumento della silenziosità e comfort d’uso
3. Installazione di servoscala, montascale o piattaforme elevatrici
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Per piccoli edifici che non possono accogliere un ascensore tradizionale
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Soluzioni per superare rampe o dislivelli interni/esterni
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Impianti a pedana o a poltroncina
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Piattaforme verticali per accessi indipendenti
4. Interventi strutturali a supporto dell’installazione
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Realizzazione o ampliamento di vani corsa
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Adeguamenti murari e strutturali
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Opere elettriche connesse all’alimentazione dell’impianto
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Realizzazione di nuove fermate o piani accessibili
5. Spese accessorie ammesse
Sono agevolabili anche tutte le spese correlate e necessarie all’esecuzione dell’intervento principale, tra cui:
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Progettazione tecnica e asseverazione
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Direzione lavori
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Sicurezza in cantiere (D.Lgs. 81/2008)
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IVA, bolli, diritti di segreteria
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Relazione tecnica, dichiarazione di conformità
Focus Milano: perché è strategico per i condomìni intervenire oggi
A Milano, molti edifici residenziali (soprattutto costruzioni anni ‘50-‘70) presentano ascensori piccoli, non a norma o del tutto assenti. In questi contesti, approfittare del bonus barriere architettoniche al 75% significa:
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Aumentare il valore immobiliare
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Rendere l’edificio accessibile ad anziani e persone fragili
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Prevenire sanzioni per mancata accessibilità
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Migliorare la qualità della vita dei residenti
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Evitare costi maggiorati in futuro, quando l’agevolazione sarà ridotta
Tetti di spesa e modalità di detrazione (come funziona)
Il bonus barriere architettoniche al 75%, valido fino al 31 dicembre 2025, prevede un sistema chiaro e ben definito di detrazioni fiscali basato su limiti di spesa variabili a seconda della tipologia e dimensione dell’edificio. Capire come funziona è fondamentale per sfruttare appieno il vantaggio fiscale e pianificare correttamente l’investimento, soprattutto in un contesto urbano come quello di Milano, dove le spese condominiali sono spesso al centro delle discussioni assembleari.
Come si calcola la detrazione al 75%
La detrazione fiscale consiste nel recupero del 75% dell’importo speso, suddiviso in 5 rate annuali di pari importo, da riportare nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).
Esempio pratico:
Se un condominio spende 40.000 € per l’ammodernamento dell’ascensore:
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Detrazione spettante: 75% di 40.000 € = 30.000 €
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Recupero fiscale: 6.000 € all’anno per 5 anni
Limiti massimi di spesa ammissibili
Il tetto massimo detraibile non è fisso, ma dipende dal numero di unità immobiliari presenti nell’edificio. Questi i valori stabiliti dalla normativa:
| Tipo di edificio | Tetto massimo di spesa agevolata per unità |
|---|---|
| Edificio unifamiliare | 50.000 € |
| Edificio fino a 8 unità | 40.000 € per unità |
| Edificio con più di 8 unità | 30.000 € per unità |
Nota importante: per i condomìni, il limite va moltiplicato per il numero di unità abitative.
Esempio:
Condominio da 10 appartamenti → 8 x 40.000 € + 2 x 30.000 € = 380.000 € di spesa massima agevolata
Spese incluse nel computo
Il bonus comprende tutti i costi strettamente connessi agli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. In particolare:
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Acquisto e installazione dell’ascensore o piattaforma elevatrice
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Smontaggio e smaltimento del vecchio impianto
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Opere edili accessorie (demolizioni, forature, rifiniture)
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Opere elettriche e di adeguamento impiantistico
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Spese tecniche (progetto, direzione lavori, collaudi)
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IVA, contributi previdenziali per tecnici e ditte esecutrici
Detrazione o sconto in fattura?
I beneficiari del bonus hanno due modalità di fruizione:
1. Detrazione IRPEF (classica)
È la modalità più semplice: si recupera la somma spettante direttamente in dichiarazione dei redditi, in 5 anni.
2. Sconto in fattura (se previsto dall’azienda)
L’importo detraibile viene scalato direttamente dal totale da pagare al fornitore, che a sua volta acquisisce il credito fiscale. Questa modalità è molto apprezzata da condomìni e famiglie che non vogliono anticipare l’intera somma.
Attenzione: lo sconto in fattura non è più obbligatorio per le imprese. Verifica sempre se Rodi Ascensori lo offre caso per caso.
Cumulabilità con altri bonus
Il bonus barriere architettoniche non è cumulabile con altri incentivi riferiti allo stesso intervento (es. Ecobonus o Superbonus), ma può coesistere con bonus diversi sullo stesso edificio, purché su interventi differenti.
Esempio: si può usare il bonus 75% per l’ascensore e il bonus ristrutturazione per il rifacimento facciata, a condizione che le spese siano documentate e separate.
Perché conoscere i tetti di spesa è cruciale in ambito condominiale
Nel contesto di Milano, dove molti edifici sono composti da più di 8 unità immobiliari, è essenziale conoscere il funzionamento dei tetti di spesa cumulativi per evitare errori nel calcolo e nella gestione dei lavori. In fase di assemblea condominiale, una corretta stima dei costi agevolabili:
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Favorisce l’approvazione dell’intervento
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Evita spese non recuperabili
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Migliora la gestione del cantiere e delle risorse
Riepilogo pratico
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Recupero fiscale: 75% in 5 anni
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Modalità: detrazione IRPEF o sconto in fattura (se disponibile)
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Tetti di spesa: da 30.000 a 50.000 € per unità immobiliare
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Inclusi: impianto, opere edili, spese tecniche
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Non cumulabile con altri bonus per lo stesso intervento
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Fondamentale per i condomìni con più di 8 unità: la corretta ripartizione della spesa è decisiva
Documentazione e requisiti tecnici per accedere al bonus
Per accedere correttamente al bonus barriere architettoniche 75%, è fondamentale rispettare una serie di adempimenti burocratici, tecnici e fiscali. Una gestione incompleta o imprecisa della documentazione può comportare la perdita del beneficio fiscale, specialmente nei contesti condominiali dove la responsabilità è condivisa.
In questa sezione vediamo tutto ciò che serve per ottenere la detrazione nel rispetto della normativa vigente.
Documentazione fiscale obbligatoria
Per accedere al bonus è indispensabile produrre e conservare la seguente documentazione, da trasmettere (in parte) al commercialista o CAF e, in caso di controlli, all’Agenzia delle Entrate.
1. Bonifico parlante
Il pagamento delle spese deve essere effettuato tramite bonifico parlante, che deve contenere:
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Causale del versamento (“intervento di eliminazione delle barriere architettoniche”)
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Codice fiscale del beneficiario della detrazione
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Partita IVA o codice fiscale dell’impresa esecutrice
I normali bonifici bancari non sono validi ai fini della detrazione.
2. Fatture dettagliate
Ogni lavorazione deve essere documentata con fattura intestata al soggetto beneficiario (o al condominio) e deve specificare le singole voci di costo:
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Fornitura e posa dell’ascensore o servoscala
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Eventuali opere murarie
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Spese tecniche e professionali
3. Delibera condominiale (se applicabile)
Per i lavori condominiali è obbligatorio che:
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I lavori siano approvati in assemblea (a maggioranza semplificata)
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Venga nominato un soggetto responsabile (amministratore o delegato)
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Sia predisposto un piano di riparto spese conforme alle tabelle millesimali
4. Dichiarazione di conformità degli impianti
A fine lavori, l’impresa installatrice deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto alle normative vigenti (DPR 162/1999), comprensiva di:
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Certificato di collaudo
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Scheda tecnica dell’impianto
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Verifica della rispondenza alle norme antincendio e di sicurezza
Documentazione tecnica necessaria
Oltre alla parte fiscale, è richiesto un corredo documentale di tipo tecnico-progettuale, da predisporre prima e durante l’intervento.
1. Relazione tecnica e progetto dell’intervento
La relazione tecnica deve essere firmata da un tecnico abilitato (ingegnere o architetto) e deve dimostrare che l’intervento:
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Rispetta i criteri di accessibilità previsti dal DM 236/1989
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È compatibile con la struttura esistente
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Prevede dispositivi che garantiscono l’utilizzo da parte di persone con disabilità o mobilità ridotta
2. Asseverazione tecnica (non sempre obbligatoria)
In caso di interventi complessi o integrati con altri bonus edilizi (es. ristrutturazioni), può essere richiesta un’asseverazione tecnica da parte del professionista incaricato, attestante:
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L’effettiva eliminazione delle barriere
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Il rispetto dei requisiti minimi previsti dalla normativa
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La congruità dei costi
Comunicazione ENEA: è obbligatoria?
No, per il bonus barriere architettoniche non è richiesta la comunicazione all’ENEA, a differenza di quanto accade per altri bonus edilizi come l’Ecobonus o il Superbonus. Questo semplifica sensibilmente le pratiche burocratiche.
Requisiti tecnici per gli interventi
Affinché un impianto rientri nella detrazione al 75%, deve garantire accessibilità, sicurezza e rispondenza ai parametri definiti dal DM 236/1989.
Requisiti principali per gli ascensori
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Cabina accessibile a carrozzine (minimo 1,20 × 0,80 m)
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Porta automatica con apertura minima di 75 cm
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Pulsantiera ad altezza regolamentare e con simboli visibili/tattili
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Indicatori visivi e acustici di piano
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Accesso a tutti i piani, senza ostacoli o gradini
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Pavimento antiscivolo e corrimano
Requisiti per servoscala e piattaforme elevatrici
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Dispositivo di sicurezza anti-schiacciamento
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Sistema di arresto in emergenza
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Stabilità del supporto murale o pavimentale
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Pendenza e carico massimo certificato
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Utilizzo intuitivo e accessibilità
Conservazione e controlli
Il contribuente (o l’amministratore, in caso di condominio) deve conservare tutta la documentazione per almeno 10 anni, per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa cambia nel 2026: nuova detrazione 36% (o 30%) e limiti
Il bonus barriere architettoniche al 75% rappresenta oggi una delle migliori agevolazioni fiscali disponibili, ma la sua validità è limitata nel tempo: salvo proroghe, terminerà il 31 dicembre 2025. Dal 2026, la normativa cambierà significativamente, con una riduzione delle percentuali di detrazione e l’adozione di regole meno vantaggiose.
Per chi sta valutando un ammodernamento dell’ascensore, è fondamentale conoscere le differenze tra il bonus 2025 e la detrazione 2026, per programmare correttamente i lavori ed evitare di perdere un’opportunità concreta di risparmio.
Fine del bonus barriere architettoniche 75%
Il bonus attualmente in vigore (75% in 5 anni) non è stato confermato per il 2026. La normativa, come da legge di bilancio e conferme del MEF, prevede la cessazione della misura speciale al 31 dicembre 2025, con ritorno al sistema ordinario delle detrazioni edilizie.
Attenzione: per poter beneficiare del bonus al 75%, l’intervento deve essere:
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Deliberato (nel caso di condominio)
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Avviato
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Pagato almeno in parte entro il 31/12/2025
In mancanza di questi requisiti, le spese slitteranno nel regime fiscale successivo, molto meno favorevole.
Dal 2026: rientro nel bonus ristrutturazioni 36%
A partire dal 1° gennaio 2026, le spese per l’ammodernamento di ascensori o la rimozione di barriere architettoniche saranno agevolabili solo con il bonus ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR), che prevede:
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Detrazione IRPEF del 36%
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Limite massimo di spesa: 96.000 € per unità immobiliare
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Recupero in 10 anni, con rate annuali costanti
Possibili riduzioni al 30%
Secondo quanto previsto da proposte di revisione fiscale in fase di approvazione, la detrazione potrebbe essere ulteriormente ridotta al 30% per:
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Immobili non adibiti ad abitazione principale
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Interventi su seconde case
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Edifici non residenziali con destinazione mista
Anche in questo caso, il limite massimo rimarrebbe 96.000 €, ma l’effettivo vantaggio fiscale si ridurrebbe drasticamente.
Differenze principali tra bonus 2025 e bonus 2026
| Caratteristica | Bonus 2025 (barriere arch.) | Bonus 2026 (ristrutturazioni) |
|---|---|---|
| Detrazione | 75% | 36% (o 30%) |
| Spesa massima | Fino a 50.000 € per unità | 96.000 € per unità |
| Durata recupero | 5 anni | 10 anni |
| Interventi agevolabili | Ascensori, servoscala, ecc. | Idem |
| Pagamento sconto in fattura | Più diffuso | Molto più raro |
| Necessità di accessibilità | Obbligatoria (DM 236/89) | Non sempre richiesta |
Effetti per i condomìni milanesi
Nel contesto urbano di Milano, la perdita del bonus 75% può avere un impatto notevole, perché:
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Gli ascensori condominiali richiedono spese elevate
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La quota di ciascun proprietario può essere significativa
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Gli edifici storici o datati necessitano spesso di interventi strutturali complessi
Intervenire nel 2025 consente di:
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Risparmiare fino al doppio rispetto al 2026
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Sfruttare al meglio il tetto di spesa per ogni unità
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Accedere a eventuali sconti in fattura ancora disponibili
Tempistiche e consigli operativi
Per non perdere il bonus 75%, è consigliabile:
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Deliberare i lavori entro ottobre 2025
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Affidarsi subito a un’impresa qualificata
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Eseguire almeno un acconto con bonifico parlante entro dicembre 2025
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Far partire il cantiere, anche se terminerà nel 2026
Il principio di competenza fiscale si applica in base al pagamento e inizio lavori, quindi programmare correttamente è decisivo.
Riepilogo pratico
| Aspetto | 2025 | 2026 |
|---|---|---|
| Bonus | Barriere architettoniche 75% | Ristrutturazioni 36% (o 30%) |
| Recupero fiscale | 5 anni | 10 anni |
| Sconto in fattura | Ancora disponibile | Non garantito |
| Tetto massimo per unità | Fino a 50.000 € | 96.000 € |
| Interventi coperti | Ascensori, servoscala, ecc. | Ascensori, servoscala, ecc. |
| Accessibilità richiesta | Sì (DM 236/1989) | Non sempre richiesta |
Perché affidarsi a Rodi Ascensori per ammodernare (e usufruire dei bonus)
Scegliere il partner giusto per ammodernare un ascensore non significa solo eseguire un intervento tecnico, ma anche navigare tra normative, agevolazioni fiscali e scadenze. In un contesto come quello milanese, dove molti condomìni sono edifici storici o datati, affidarsi a una realtà locale come Rodi Ascensori significa massimizzare il vantaggio fiscale e garantire un lavoro sicuro, duraturo e a norma.
Ecco perché Rodi è il partner ideale per ammodernare il tuo impianto e sfruttare il bonus barriere architettoniche 2025.
1. Esperienza consolidata sul territorio di Milano
Rodi Ascensori opera da anni in Milano e provincia, con una profonda conoscenza del patrimonio edilizio locale. Questo consente:
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Interventi personalizzati su edifici storici, moderni o misti
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Conoscenza delle normative comunali e regionali
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Interlocuzione agevole con amministratori e studi tecnici milanesi
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Interventi rapidi e pianificati anche in contesti complessi
2. Progettazione su misura con focus su accessibilità
Ogni impianto viene analizzato e progettato su misura, con attenzione all’accessibilità secondo il DM 236/1989, fondamentale per accedere al bonus 75%.
I tecnici Rodi offrono:
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Sopralluogo tecnico gratuito
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Studio di fattibilità con vincoli e dimensioni reali
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Progetto di adeguamento compatibile con struttura e budget
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Cabine, pulsantiere, porte automatiche e soluzioni “full access” a norma
3. Gestione completa delle pratiche per il bonus
Rodi Ascensori supporta il cliente non solo nella parte tecnica, ma anche nella parte burocratica e fiscale:
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Predisposizione del computo metrico e capitolato tecnico
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Supporto per la relazione tecnica del progettista
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Verifica requisiti per bonus 75%
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Assistenza nella compilazione dei bonifici parlanti
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Collaborazione con commercialisti e amministratori di condominio
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Eventuale gestione dello sconto in fattura (se previsto)
4. Rispetto dei tempi e delle scadenze fiscali
Con la scadenza del bonus fissata al 31 dicembre 2025, il rispetto delle tempistiche è cruciale. Rodi Ascensori pianifica ogni fase con precisione:
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Delibera condominiale → supporto tecnico e consulenza in assemblea
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Avvio cantiere → gestione prioritaria per rientrare nel bonus
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Pagamento acconto → in tempo utile per far valere la detrazione
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Installazione → rapida, sicura e con rilascio della documentazione di conformità
L’obiettivo: evitare ritardi che compromettano l’accesso al bonus 75%.
5. Qualità e sicurezza certificata
Tutti gli impianti forniti da Rodi Ascensori rispettano le normative di sicurezza previste dal DPR 162/1999 e dalle direttive europee in materia. Ogni installazione include:
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Certificato di conformità e collaudo
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Materiali di alta qualità, efficienti ed ecocompatibili
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Componenti progettati per durare nel tempo e ridurre la manutenzione
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Design moderno e accessibile, anche per edifici d’epoca
6. Assistenza continua post-intervento
Una volta completato l’ammodernamento, Rodi garantisce assistenza tecnica e manutenzione continuativa, con la possibilità di stipulare contratti su misura:
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Manutenzione programmata
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Servizio di pronto intervento su guasti o anomalie
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Monitoraggio remoto (dove possibile)
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Aggiornamento periodico degli impianti secondo le nuove normative